Serata di test
19 gennaio 2010

Serata gelida quella di martedi 19 gennaio, ma serena (quarta volta dall'inizio dell'anno), la luna nuova è passata da pochi giorni e quindi le condizioni diciamo astronomiche sono ancora ideali per un'uscita fotografica. E così insieme ad un altro socio del GAP abbiamo deciso di trascorrere la serata alla "Colonnina" di Montegaudio (PU), a 500 metri sul livello del mare, per fotografare lui, e testare la nuova configurazione dedicata alla fotografia degli oggetti deep sky io.
Alle 18.30 esco dall'ufficio mi precipito a caricare la macchina, vestirmi pesante, e prepararmi un po' di panini per la sera. Telefono a Massimo che già si trovava alla Colonnina per chiedere come sono le condizioni del cielo, se ne vale la pena, eccetera; mi dice che nonostante un leggero vento il cielo era "da paura e scuro nonostante fosse ancora presto", preso dalla foga mi spezzo la schiena per caricare ancora più in fretta la macchina, sorvoliamo sul fatto che non ho il fisico, ma l'EQ6 pesa veramente tanto, in ogni caso la checklist che avevo preparato è risultata essere molto utile onde evitare di dimenticare qualcosa di importante a casa.
Arrivo sul posto alle 19.45 ed effettivamente il cielo era veramente limpido e scuro, un leggero manto di umidità ricopriva i paesi più in basso rispetto a noi Pesaro compresa, consentendo a noi un cielo con meno inquinamento luminoso, il vento era aumentato ma ancora non sembrava essere così fastidioso. Come non detto il vento alle 20.30 continua ad aumentare e il grado e mezzo di temperatura viene percepiva almeno come un meno cinque, decidiamo così di limitare i danni spostando le automobili in modo da coprire la strumentazione dalle folate che provenivano da Sud.
Comincio a montare così la mia nuova strumentazione, che prevede un Pentax 75 SDHF come telescopio principale, lo Skywatcher 70/500 come telescopio guida, montati sulla EQ6 autoguidata dalla Magzero Mz-5m, batteria da auto, tavolino e sedia da pic-nik, notebook, DSLR, cavi, cavetti, anelli, tutto pronto.
Bilancio gli strumenti, allineo alla polare, sincronizzo il goto, regolo il fuoco sia del Pentax che dello Skywatcher su Rigel con la maschera di Bahtinov.
Pronto a fotografare mi sono reso conto che le intenzioni erano forse un po' troppo spavalde in quanto avevo deciso di fotografare la regione della nebulosa Cono. Impartite le coordinate alla montatura, questa comincia a girare, si ferma, punta, calibro la Magzero, effettuo una fotografia di prova di 5 minuti a 1600 iso, ma niente non è nel campo, evidentemente ho commesso qualche errore nell'allineamento a 3 stelle. L'agitazione sale, Il tempo passa il vento non cessa, e neanche il freddo naturalmente, si bevono litrate di the caldo, ridimensiono le mie intenzioni e decido che l'oggetto migliore per cominciare a testare le qualità del nuovo treno ottico è, naturalmente M42 ancora bella alta a sud, ripunto i telescopi, rieffettuo una nuova calibrare della Magzero su una stella, e parto con brevi scatti di prova a 1600 iso per verificare l'inquadratura di M42 ed eventualmente correggerla. Dopo brevi test mi accorgo che il cielo è ancora limpidissimo ma non completamente... a Nord-Nord-Est chi vedo comparire? Naturalmente dei veli, provo invano a calcolarne molto approsimativamente la traiettoria, e nell'autoconvinzione che tanto non era possibile che Orione ne venisse attraversata (con tutto il cielo che c'era a disposizione...), proseguo col primo scatto ufficiale 300 secondi a 800iso, il risultato è stato ben oltre le mie aspettative, pronto a provare con tempi di posa maggiore, ecco che ti arriva il fronte nuvoloso a velare anche l'ovest e il sud proprio su Orione, Pleiadi e compagnia bella, l'unica parte rimasta libera era l'est. Preso dallo sconforto e dalla convinzione che la serata doveva essere per lo più un test e che tutto quello che ne veniva in più (vista anche l'ora) era tutto di guadagnato ho deciso di smontare il Pentax e la guida e montare il C8 per effettuare qualche filmato di un Marte quasi all'opposizione, anche li se la sorte mi avesse mostrato una faccia di Marte un po più dettagliata probabilmente sarei stato più contento.

In ogni caso appena finito di smontare i due rifrattori alzo lo sguardo e naturalmente il cielo si era di nuovo riaperto con una trasparenza forse superiore alle ore precedenti. Tra una cosa e l'altra si sono fatte le 2.45 e il giorno dopo si lavora. Smonto, ricarico tutto in auto, e visto che le condizioni lo consentivano convinco l'altro ragazzo a rimanere ed effettaure qualche posa sulla Sombrero.
Il ritorno a casa come la volta precedente è stato una lotta contro le strade gelate e la nebbia che si era creata nelle zone più basse.
In conclusione posso in ogni caso dire che è stata una serata piacevole che mi ha lasciato col sorriso in bocca grazie alla qualità ottica già nota ma mai provata del Pentax 75 e conscio del fatto che da qui in avanti dovrò spremerlo a dovere.
Infine una nota a parte la merita la maschera di Bahtinov che mi ha consentito di effettuare una focheggiatore manuale veramente precisa ed in poco tempo.