Baikonur 2010
8 maggio 2019


Tutto ha inizio quando è stata pianificata la missione di lavoro all'Hotel Sputnik di Baikonur in Kazakhstan. In un primo momento il periodo stabilito era previsto per ottobre, poi per novembre ed infine visti i ritardi di consegna del materiale informatico sono riuscito a fare incastrare la trasferta proprio nella settimana in cui era previsto il lancio del Soyuz, razzo che ha visto tra gli altri passeggeri anche Juri Gagarin nel 1951.
Partenza del lancio 15 dicembre 2010, partenza della mia trasferta programmata per il 9 dicembre 2010. Il piano di volo prevedeva Bologna - Francoforte, Francoforte - Mosca (con pernotto a Mosca), il giorno successivo diretto Mosca - Baikonur.


9 DICEMBRE

Ore 6 del 9 dicembre... partenza in auto alla volta dell'aeroporto Marconi di Bologna. Fatto il check-in e passati i controlli, vedo che l'aereo per Francoforte ha un discreto ritardo, come altri del resto a causa delle condizioni avverse e dalle abbondanti nevicate in quasi tutta Europa. Il volo infatti ha accumulato sempre più ritardo fino a costringermi a rinunciarvici in quanto non facevo più in tempo a prendere poi la coincidenza a Francoforte per Mosca.
La situazione era abbastanza preoccupante tanto che mi sono messo in contatto con l'agenzia per eventuali soluzioni, e mi hanno proposto di effettuare un re booking del volo su Monaco e successivamente per Mosca. è stata una decisione rapida e saggia in quanto anche altri passeggeri del mio volo, giustamente, stavano optando per questa soluzione, con la conseguenza quindi di occupare in fretta i posti disponibili.
Tra tutto si è fatto pomeriggio e mi decido a prendere questo benedetto volo per Monaco (ancora aperto fortunatamente). Arrivato all'aeroporto tedesco mi dirigo nella sala di attesa aspettando il momento di imbarcarmi per Mosca. Aeroporto praticamente vuoto, e mentre mi incammino negli infiniti corridoi verso il gate specifico mi trovo di fronte due visi noti ad aspettare il mio stesso volo? Erano due dei tre cantanti de I Ricchi e Poveri, solamente Angela Brambati e Franco Gatti... Il terzo Angelo Sotgiu lo vedo successivamente durante il trasferimento in bus verso l'aereo. Da quello che ho inteso andavano anche loro in Kazakhstan ma ad Astana a fare un paio di settimane di concerti, e da quello che ho capito e che già si sapeva... la musica leggera italiana è un genere che va molto di moda nei paesi per così dire sovietici. Detto questo... partenza del volo puntuale alle 22 ed arrivo a Mosca Sheremetievo sempre puntuale, ma molto in ritardo rispetto al piano di volo iniziale. Ad ogni modo alle 4 di mattina del 9 dicembre ora locale sono nella capitale russa. La cosa curiosa e un po' preoccupante era che il volo per Baikonur partiva alle 8 di mattina da Mosca Domodiedovo, l'aeroporto per voli locali che si trova dalla parte opposta della città, e Mosca non è proprio piccolissima e facile da attraversare. Devo quindi ringraziare una persona che mi aspettava in aeroporto che mi è venuta a prendere, mi ha portato a dormire un paio di orette in un appartamento in centro e che dopo mi ha accompagnato in aeroporto, puntuale per volare direzione Baikonur.


10 DICEMBRE

Aereo per Baikonur puntuale, aereo non dei migliori... anzi sicuramente tra i peggiori che abbia mai visto. Ma tanto a Baikonur in qualche modo dovevo arrivare.
Dopo tre ore di volo ed altre tre di fuso orario arrivo finalmente a destinazione, dove sapevo che mi aspettava una settimana di lavoro e dove speravo di fare (ed ho fatto) esperienze che non avrei mai più vissuto.
Baikonur è una città nel mezzo del Kazakistan di proprietà russa, è fondamentalmente tutta un'area militare controllata dai russi. Usciti dall'aeroporto prima di arrivare in città obbligatori sono i controlli che fanno nei vari posti di blocco. Una volta arrivato in città facilmente raggiungiamo l'Hotel Sputnik.
Entrare nell'hotel e vedere poster di missioni Soyuz dava già l'idea di che tipo di ambiente fosse... poi inaspettatamente fu anche constatare che l'hotel in periodo di missione spaziale è pieno di Staff delle agenzie spaziali coinvolte. Nel mio caso NASA, ESA, Roscosmos.
Le sere che hanno preceduto il lancio sono state serate passate a cena con varie figure di queste agenzie, tra ex astronauti, piloti, staff specializzati. Cene a base di beshbarmak (piatto tipico Kazako) e numerose bottiglie di vodka; tra l'altro non se vero ma obbligatorio è effettuare brindisi ogni volta che vengono proposti. Il rifiuto era visto come un segno di malaugurio e scortesia.
Nell'hotel erano presenti, come ho detto prima, numerose personalità NASA tra cui Michael Baker astronauta di 4 missioni Shuttle, STS-43, STS-52, STS-68, STS-81, missioni con destinazione la vecchia stazione spaziale Mir. Quale migliore occasione per farmi scattare una foto insieme a lui.


12 DICEMBRE

Il primo appuntamento per così dire importante avviene la mattina del 12 dicembre... sveglia alle 5 e partenza insieme a tutto l'entourage NASA direzione base di lancio da cui partirà il Soyuz. Era ancora notte quando siamo partiti con un pullman inoltrandoci nel vuoto della steppa kazaka, 360° di pianura brulla nel buio più completo per circa un tre quarti d'ora. Inaspettatamente, (almeno per me), ci si fermiamo vicino a un binario, mentre stava cominciando il crepuscolo, solo dopo ho capito il motivo, nel frattempo in cielo casualmente transitava la ISS... è stato un momento veramente particolare ed emozionante in quanto solo dopo vengo anche a conoscenza che tra le trenta e quaranta persone li presenti c'erano la moglie di Nespoli e la famiglia al completo Catherine Coleman con lo sguardo all'insù ad osservare questo pallino luminoso che solcava le nostre teste a 400 km.
Qualche istante dopo come in un film i fari di un elicottero militare in lontananza "annunciano" il lento trasporto su binario del Soyuz in uscita da un enorme hangar nei paraggi; direzione pad di lancio. è passato a pochissimi metri da noi.
Rientrati su un van lì disponibile siamo andati così ad assistere alla messa in stazione dello missile sulla rampa di lancio compreso il momento in cui i tecnici lo hanno posizionato in verticale pronto per la partenza di tre giorni dopo. Si era fatto giorno completo e a causa della temperatura gelida, dopo pochi minuti ho cominciato a perdere la sensibilità ai piedi ed alle mani ma l'occasione e l'eccitazione del momento ha fatto passare questi problemi in secondo piano.
Il giorno dopo, martedì, in hotel arriva dall'Italia l'ex generale delle forze armate italiane attivo nella guerra in Libia del 1982, Franco Angioni accompagnato da un inviato dell'ESA.


15 DICEMBRE

È arrivato il grande giorno la tensione nell'ambiente è veramente alta. Mattino e pomeriggio passano velocemente. Un rito è essere presenti all'uscita dall'hotel degli astronauti così alle 18 in punto si esce dall'hotel e ci dirige nell'hotel confinante al nostro, è infatti qui che risiedono gli astronauti, e li andremo ad osservare il loro trasferimento verso i pullman che li trasferiranno verso il centro spaziale dell'agenzia spaziale russa. Una volta entrati nel pullman e partiti, noi facciamo ritorno all'hotel giusto il tempo di andarsi a vestire in maniera più consistente in previsione della lunga serata che ci aspetta.
Il solito pullman NASA ci ha prelevato ha portato anche noi al centro spaziale del Roscosmos ad assistere alla vestizione degli astronauti.
Siamo entrati in una struttura con corridoi bianchi, bassi e stretti con moltissime foto di Soyuz, missioni, astronauti, hangar, dove ci hanno fatto accomodare in una sala riunioni. Passata una mezz'oretta, gli addetti del centro ci hanno detto che potevamo assistere a gruppi alla rassegna stampa e alle varie fasi della vestizione. Ci saranno stati un centinaio di persone nella stanza dedicata, tutti dietro ad un vetro a guardare la sequenza. Dall'altra parte oltre agli astronauti ed ai tecnici c'erano anche gli astronauti di backup, riconoscibili dal fatto che erano gli unici (oltre a Nespoli, Coleman, Kondratiev) a non avere la mascherina davanti alla bocca, l'ambiente infatti è sterile per evitare contagi.
Il primo ad essere vestito è stato Kondratiev comandante della missione, seguito da Nespoli, e Coleman.
Una volta terminata questa fase ci siamo diretti tutti all'esterno della struttura ad aspettare l'uscita degli astronauti. Ci hanno fatto aspettare per un decina di minuti fuori dopodiché è cominciato il rito... uscita contemporanea di tutti e tre gli astronauti i quali si sono diretti lungo un sentiero predefinito davanti ad un sacerdote (penso) kazako o russo che dopo averli salutati e benedetti ufficialmente li ha lasciati al loro ultimo viaggio in pullman verso il pad di lancio prima della partenza.
A questo punto siamo rimontati sul van privato del Roscosmos, e ci siamo addentrati in un'area completamente buia, in una strada piena di dossi e sempre all'interno dell'area militare di Baikonur.
Di punto in bianco arriviamo ad una sala mensa del Roscosmos... all'interno erano già presenti tutti i tecnici della NASA/ESA/Roscosmos che seguivano e probabilmente qualche astronauta di missioni passate o future ma che non ho riconosciuto (ora che scrivo questo testo so che probabilmente c'era anche Chris Hadfield). La cena è cominciata con un antipasto di verdure, seguite dai classici pelmeni russi, affettati e verdure come secondo, il tutto accompagnato dalla ottima ed inseparabile vodka.
Terminata la cena e in attesa del lancio ci siamo diretti verso il museo spaziale di Baikonur per ammirare reperti storici, foto e oggetti appartenuti a vecchie missioni spaziali, qui ho avuto la possibilità di salire nella cabina di comando del famoso Buran, l'unico modello di Shuttle russo. Navicella concorrente allo Shuttle americano ma che ha effettuato un solo viaggio nello spazio.
Il tempo passa l'ansia aumenta, siamo in procinto del lancio ed è quindi giunto il momento trasferirsi nella posizione in cui assisteremo all'evento che darà via alla missione MagISStra. Il in cui ci hanno portato è il posto con la visuale più vicina possibile al missile. Una casettina con due enormi antenne a fianco. A pochi minuti dal lancio saliamo su un terrazzino all'esterno per assistere all'evento dal vivo. Ci trovavamo a circa un chilometro forse più in linea d'aria dal missile ed è stato incredibilmente emozionante assistere al countdown, pochi secondi prima del lift off sgancio dei vari tiranti, che sostenevano e alimentavano il missile, il tutto ancora nel silenzio assoluto della steppa kazaka. Per quanto mi riguardava ero completamente convinto ad immortalare tutta la sequenza del lancio con la DSLR, chi era con me mi ha consigliato fortemente di smettere di ragionare a come fare belle foto e di godermi lo spettacolo dal vivo dato che non ricapiterà mai più... mai miglior consiglio ricevuto... infatti alle 1.15 ora locale del 16 dicembre 2010 è scattato il lift off del Soyuz.
Vedere questo missile con dietro una palla di fuoco arancione partire, in verticale, all'apparenza lentamente sprigiona una potenza a dir poco indescrivibile, l'impressione che ho avuto in quel momento è stata di sentire l'aria spaccarsi tanto forte era il rumore della combustione. Cinque minuti stupendi in cui abbiamo seguito con gli occhi il missile fino al distacco del primo stadio e perderlo così in cielo, tra i veli che coprivano la volta. Qualche minuto di silenzio religioso ha permesso ai presenti di capire cosa avessi visto.
Terminata la fase di lancio una lunga striscia di fumo era ben visibile da terra fino in cielo a testimoniare la potenza sprigionata.
Finito il lancio si erano ormai fatte le due siamo rientrati in hotel accompagnati non più dal pullman, ma da un van del Roscosmos. Una volta in Hotel e una volta rotta la tensione (ad essere sinceri anche con l'aiuto diciamo così di un po' di vodka) ci siamo abbandonati a mille discorsi interagendo maggiormente e in maniera più conviviale con la crew della NASA e dell'ESA. Fatta una certa, la stanchezza ha fatto da padrone a tutti e siamo andati a dormire qualche ora. Il mattino dopo a colazione ero convinto di ritrovare tutto il personale NASA, che invece era già partito per rientrare negli States.

Ho scritto questo testo qualche tempo dopo questa esperienza per ricordarmi anche in futuro gli eventi vissuti. Ed ora, che sono passati 8 anni dalla missione e che lo sto rileggendo, mi rendo conto di quanto fortunato sono stato ad assistere dal vivo ad un evento del genere.