Largo campo in Sagittario


Monte Nerone (PU), 24 luglio 2009

Ottica: Sigma Apo 70-300 @ f/5 (70mm)
Montatura: Vixen GP Superpolaris
Camera: Canon EOS 350D Baader ACF
Processing: Iris, Photoshop
Integrazione: 88 @ 800iso

Costellazione: Sagittario

"Via col Vento", questo sarebbe il nome da dare alla serata del 24 luglio 2009 sul Monte Nerone, meta preferita del Gruppo Astrofili Pesarese nei periodi di Luna nuova durante l'estate, e lo è stato anche il 24 luglio, condizioni meteo buone, ideali per una bella serata se non per due fattori: il posto dove solitamente osserviamo era occupato da un campo scout (tipico nelle lune nuove :D), e due Eolo aveva deciso di sfogarsi quella sera. In ogni caso abbiamo trovato una postazione alternativa con visuale sud-est dove stazionare i nostri telescopi. L'obiettivo della serata per quanto mi riguarda era fotografare a grande campo la regione il sopra al Sagittario. Alla fine la bassa focale non ha risentito del vento, e devo dire che sono molto soddisfatto del risultato ottenuto.

L'elaborazione è stata fatta con Iris seguendo l'ottima guida di Jim Solomon, e rifiniture con Photoshop.

Nella foto sono presenti numerosi oggetti del profondo cielo, tra i più noti troviamo M8 (Nebulosa Laguna), M20 (Nebulosa Trifida), M17 (Nebulosa Omega), M23, M24 (Nube stellare del Sagittario), M25, M28 nel sagittario, NGC6604 e M16 (Nebulosa Aquila) nella coda di serpente.

M8 (Nebulosa Laguna)
Appartiene al braccio di spirale galattico immediatamente più interno rispetto al nostro, il Braccio del Sagittario; dista circa 4100 anni luce dalla Terra ed è sede di alcuni oggetti e fenomeni astronomici interessanti, come ammassi aperti, regioni di formazione stellare, nebulose oscure, giovani stelle, gas caldi. Il nome "laguna" deriva dalla nube di polvere visibile ad est dell'ammasso aperto centrale.

M16 (Nebulosa Aquila)
La causa principale della ionizzazione dei gas della nebulosa, e quindi della sua luminosità, sono le grandi stelle massicce dell'ammasso aperto NGC6611, che si trova al suo interno; le stesse hanno anche modellato col loro vento stellare le nubi circostanti, causando delle lunghe strutture a chioma qualora il vento incontrasse delle regioni nebulose ultradense: è questo il caso ad esempio dei famosi Pilastri della Creazione o Proboscidi d'Elefante, che hanno conferito il nome "Aquila" alla nebulosa e che sono state rese famose dalle immagini del Telescopio Hubble. Sebbene non siano così dense come originariamente creduto, queste strutture mostrano delle evidenze di protusioni, alcune delle quali sarebbero associate a degli oggetti stellari giovani, un segno questo che i fenomeni di formazione stellare sono ancora in atto.

M17 (Nebulosa Omega)
E' una nebulosa a emissione in cui è attiva della formazione stellare, questa nebulosa è resa brillante dalla radiazione luminosa delle stelle giovani e calde, di classe spettrale B (giganti blu) in essa formatesi. Alcune di queste stelle sono radunate a formare un ammasso aperto di 35 stelle, molto oscurato dalle polveri. Il colore rosso vivo della nebulosa è dovuto all'eccitazione degli atomi di idrogeno, che emettono radiazione H-Alpha, la massa della zona più luminosa è pari a 800 masse solari.

M20 (Nebulosa Trifida)
Dista circa 5.000 anni luce dalla Terra, venendosi così a trovare nel Braccio del Sagittario. La singola stella massiva visibile al centro è fonte della gran parte dell'illuminazione dell'intera nebulosa; ha un'età stimata di circa 300.000 anni, che ne farebbe la più giovane regione di formazione stellare conosciuta.

M23
Si trova a circa 2.150 anni luce dalla Terra, ha un diametro che si aggira intorno ai 15-20 anni luce. All'interno dell'ammasso sono identificati circa 150 componenti; le sue stelle più calde sono di tipo B9 e le più luminose raggiungo la magnitudine 9,2. L'età stimata si aggira fra i 220 e i 300 milioni di anni.

M24
Ha dimensioni reali che si aggirano sui 600 anni luce, e si estende sul Braccio del Sagittario della nostra Galassia; certe volte, a causa della sua notevole estensione (una nube stellare galattica) non viene considerato un "oggetto del profondo cielo" a tutti gli effetti: si tratta infatti di una grande nube di polveri, stelle e gas interstellari la cui forma reale non è quella che è osservabile da Terra, essendo in realtà conferita dalle nubi oscure circostanti, che lasciano intravedere una regione del braccio di spirale fra le più dense della zona e facendolo sembrare un ammasso di stelle a sè stante. La sua distanza è stimata tra i 10.000 e i 16.000 anni luce, ed è la concentrazione più densa di stelle individuali visibile usando un binocolo.

M25
E' un ammasso aperto piuttosto sparso formato da una cinquantina di stelle più brillanti di magnitudine 12 e forse alcune dozzine di membri più deboli; M25 si trova alla distanza di circa 2.000 anni luce dalla Terra. Il suo diametro apparente è di circa 40 minuti d'arco, mentre il suo diametro reale è di circa 19 anni luce.

M28
Ha un diametro lineare, ottenuto rapportando la sua dimensione apparente con la sua distanza, e si aggira sui 75 anni luce. In questo ammasso, distante più di 18.000 anni luce, sono state osservate 18 variabili del tipo RR Lyrae; nel 1987 M28 fu il secondo ammasso dove fu osservata una pulsar superveloce; il primo fu l'ammasso globulare M4. La sua velocità radiale è poco più di 1 km/s in recessione.

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