HOME STRUMENTAZIONE ARTICOLI ARCHIVO CHI SONO
         

Un passo in più nella fotografia a lunga focale l'ho fatto a fine 2016. Ho infatti acquistato (usato) un Ritchey-Chretien da 8 pollici marchiato GSO in versione carbon.
Questi Ritchey-Chretien sono ottimizzati per un utilizzo prettamente astrofotografico in quanto dotati di buone prestazioni ottiche e con un prezzo non troppo alto per il tipo di configurazione.
L'RC8 f/8 illumina quasi completamente i sensori da 24x36mm e visto che lo schema ottico non ha lastre correttrici (tipo SC), non sono presenti falsi colori.

Solo un upgrade nel 2014. La voglia di maggior campo inquadrato mi ha portato ad accoppiare allo Sky-90 il più diffuso dei sensori del momento; e cioè il Kodak KAF8300, nel mio caso è il modello monocromatico marchiato SBIG che prende il nome di STF8300m.
Questo CCD che pesa all'incirca 800 grammi ha una risoluzione nettamente superiore alla vetusta ma sempre valida Atik 16HR , parliamo di una risoluzione simile a quella di un APS-C, avendo un sensore delle dimensioni di 17.6mm x 13.52mm per una risoluzione di 3352x2532 pixel da 5.45 micron. I piccoli pixel consentono di avere una full-well di soli 25000 elettroni

Il 2013 al contrario di quello che pensassi è un anno in cui ho apportato cambiamenti ed integrazioni ai setup degli anni precedenti. Ora dispongo di un paio di focali diverse tra loro che mi permetteranno di poter riprendere rispettivamente oggetti estesi e galassie.
Venduto il tanto amato Pentax 75 ho acquistato un rifrattore apocromatico di qualità a lui superiore. Superiore perchè? Perchè pur avendo la stessa focale nativa di 500mm lo Sky90 è un doppietto alla fluorite Takahashi che grazie ad un'apertura maggiore mi consente di avere uno strumento piú veloce, il Pentax 75 era un f/6.7, mentre lo Sky90 è un f/5.5. Se allo Sky90 ci aggiungo il riduttore arrivo ad avere 407mm di focale a f/4.5.
Il cambio di ottica mi ha "obbligato" a rispettare determinate distanze tra il riduttore e il sensore del CCD. La distanza corretta dello Sky90 ridotto è di 72,2mm ho dovuto eliminare dal treno perció tutti i raccordi t2 che utilizzavo col Pentax e farmi costruire un raccordo che si avvitasse al filetto del riduttore Takahashi da un lato e dall'altro si avvitasse al M48 femmina della guida fuori asse.

Un ulteriore modifica che ho apportato e qui mi riallaccio ai quanto dicevo l'anno scorso è la sostituzione della camera guida. La gloriosa Mz-5 mono ha ceduto il passo ad una piú sensibile Lodestar. Le impressioni su questa camerina sono per quanto mi riguarda esaltanti. Il primo test che ho effettuato per provare con mano quanto si dice in giro di questa guida l'ho fatto da casa in centro città con una bella luna che illminava il cielo e sono rimasto impressionato dalla quantità di stelle che vedevo a schermo. Spero una sera di poter provarla confrontare con la Magzero.
L'upgrade oltre che di strumentazione c'è stato anche per quel che riguarda le tecniche utilizzate per le varie sessioni fotografiche, queste tecniche riguardano l'utilizzo di software open source che supportano l'utente in tutte quelle fasi pre ripresa che riguardano l'allinemento polare, l'allineamento a tre stelle e la ricerca degli oggetti che desidera fotografare. Questo software è Cartes du Ciel che interfacciato tramite driver Ascom consente di utilizzare EQMod un software multifunzione dove le funzioni che conosco io sono soltanto la punta dell'iceberg.

Pimp my C8. Anche il C8 ha avuto una bella sistemata pronto per foto di Galassie nei periodi di magra di campi estesi da fare con lo Sky-90.
Pulita una lastra correttrice sporchissima e montate le Bob's Knobs per una più facile collimazione, l'intervento più importante è consistito nell'acquisto (usato) del focheggiatore elettrico della Moonlite.
Anche questo focheggiatore come il Robofocus è controllato in automatico da FocusMax. In questo caso però il suo utilizzo è ancora più fondamentale rispetto al Takahashi in quanto è necessario per correggere gli eventuali spostamenti dello specchio primario il cosidetto "mirror-drop" tipico degli Schmidt-Cassegrain.
La focale di utilizzo di questo telescopio sarà di 1280mm, ottenuto grazie al riduttore di focale della Celestron f/6.3, riduttore/spianatore che spiana il campo per quasi tutto il formato delle DSLR.
L'impiego di tutto il treno di ripresa ha aumentato notevolmente il peso che la povera EQ6 deve sostenere. Il bilanciamento è molto più difficoltoso rispetto allo Sky-90, solo il focheggiatore pesa 600 grammi più l'aumentata leva mi ha portato a sbilanciare il C8 in declinazione tutto sulla parte posteriore. Perciò per bilanciare ho dovuto applicare in fondo alla barra Losmandy 2,5kg di contrappesi.


Nel corso dell'anno ho effettuato un upgrade del setup fotografico, mi ritengo ormai soddisfatto al 99%, manca solo un piccolo particolare che andrò ad acquistare in futuro e cioè una camera guida più sensibile rispetto alla MagZero Mz-5m. Camera che comunque avrà ancora da lavorare sopratutto adesso che ho cambiato sistema di guida passando dal rifrattore in parallelo alla guida fuori asse. Grazie alla gfa ora posso effettuare pose anche di 20 minuti o più senza avere pose rovinate dal mosso, il modello che ho scelto è l'OAG della TS di soli 9mm di spessore.
Oltre a ciò mi sono dotato di una ruota portafiltri USB da 2" con il set di filtri LRGB della Baader, più un filtro H-Alpha da 7nm sempre della Baader.
Infine l'ultimo acquisto in ordine cronologico è stato il Robofocus, uno strumento eccezionale per poter focheggiare da PC in automatico ed in maniera pressochè perfetta. Per sorreggere tutto (visto che i pesi nella parte posteriore dove ora c'è il CCD + ruota con filtri + OAG + raccordi + Robofocus sono aumentati) ho dovuto installare sulla EQ6 una piastra con attacco Losmandy al posto della più leggerina e più corta barra Vixen che avevo prima.


L'attuale strumentazione comprende il Pentax 75 SDHF un rifrattore super apocromatico di 3 kg. dal diametro di 75mm con una focale di 500mm f/6.7. Si tratta di uno strumento prettamente adatto per l'astrofotografia, grazie al campo completamente spianato e privo di vignettature sul formato 24x36.
Il Pentax 75 è guidato in parallelo da un rifrattore acromatico Skywatcher. Il classico 70/500 e cioè un rifrattore da 70mm di diametro con un focale di 500mm f/7. Sullo Skywatcher è applicata la MagZero MZ-5m, si tratta di una camera che ha lo scopo di autoguidare lo Skywatcher per ottenere stelle puntiformi durante le pose. Per una corretta guida è necessario disporre di una montatura robusta. Nel mio caso ho scelto la Skywatcher EQ6 una montatura forse anche eccessiva come dimensioni per il carico che deve sorreggere durante le sessioni fotografiche, ma è stata acquistata anche in ottica di acquisto di attrezzatura più pesante in futuro.
Per le riprese utilizzo un classico per le DSLR dedicate all'astrofotografia e cioè la Canon EOS 350D a cui è stato rimosso il filtro originale ed è stato sostituito con il Baader. Da poco tempo posseggo anche un'Atik 16 HR, si tratta di una CCD; una camera costruita appositamente per l'imaging del profondo cielo.
Tra le ottiche di ripresa utilizzo per i larghi campi un teleobiettivo Sigma Apo dalla focale variabile che va dai 70 ai 300mm con un rapporto focale che spazia dall'F/4 al F/5.6


Per le riprese in alta risoluzione e per l'utilizzo in visuale mi sono affidato al C8; classico Schmidt-Cassegrain della Celestron. E' un modello prodotto negli USA nei primi anni 90.
Abbinato al C8 collego la SPC900NC, una webcam da computer particolarmente adatta alla ripresa di filmati degli oggetti del sistema solare.
Oltre alla SPC900NC utilizzo da poco anche la Mz-5m abbinata alla ruota portafiltri.

I siti di osservazione che io insieme al Gruppo Astrofili Pesarese siamo soliti utilizzare per le nostre sessioni astronomiche sono: Montegaudio, un paese in provincia di Pesaro a 30 km dalla costa, situato a 500 metri di altitudine, viene utilizzato per il periodo invernale grazie al buon compromesso "qualità del cielo/distanza da percorrere".
Quando le condizioni lo consentono invece preferiamo di gran lunga percorrere un po' di strada in più per raggiungere il Monte Nerone a 1400 metri sul livello del mare. E' un'ottima location raggiungibile in circa 90 minuti.
Da qualche anno a questa parte abbiamo aggiunto un ulteriori sito "invernale". Si tratta di un area nel comune di Fontecorniale. Zona distante da Pesaro all'incirca come Montegaudio ma con un'area di cielo nettamente superiore.